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PREFAZIONE

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Augusto Schleicher nella seconda edizione del suo notissimo Compendium, da lui pubblicata nel 1866 e da noi volta in gran parte nella nostra favella, ci espose con precisione, ordine e chiarezza mirabile i risultati delle investigazioni fatte con metodo storico e comparativo nei cinquant'anni precedenti intorno a quello stipite di lingue ch'egli con quasi tutti i dotti tedeschi appellava 'indogermaniche', noi con parecchi insigni maestri della scienza nostra per difetto di denominazione assolutamente migliore chiamiamo farie' od indo-europee' (1). Teodoro Benfey nella sua Geschichte der sprachwissenschaft non potè spingere la narrazione guari oltre al 1867. Continuare, per quanto ce lo permettessero le nostre forze, l'opera di quei due valentissimi, ritraendo i progressi della indagine sul campo delle lingue arie dal 1866 all'anno corrente, è il compito che a noi abbiamo proposto nello scrivere questo libro. Ma giova avvertire innanzi tratto essere stato intendimento nostro discorrere soltanto di quei lavori che più o meno direttamente concernono lo intero stipite ario, considerato in stesso e ne' suoi supposti rapporti con

(1) V. la nostra Introduction à l'étude de la science du langage, trad.... par V. Nourrisson, Paris, 1875, pp. 146-8, 2 1 3-6 (nota).

altri stipiti d'idiomi. Abbiamo pertanto escluso dalla nostra trattazione tutte le ricerche non estése se non ad una parte qualsiasi delle lingue indo-europee e tutte quelle che appartengono alla cerchia amplissima della glottologia generale: per fatta cagione non abbiamo ragionato , ad esempio, delle opere di Córssen intorno alle antiche favelle d'Italia, degli studi sulla sintassi comparativa dei quali ci diede un saggio G. Gabelentz. Siamo poi lontani dalla presunzione di avere, fra i limiti accennati, fatto opera per ogni verso compiuta, com'era certamente nostro vivissimo desiderio: chè i mezzi ci mancarono talvolta, non avendo potuto consultare tutti, senz'eccezione, quegli scritti ai quali nel comporre il libro presente abbiamo sentito il bisogno di ricorrere (1). Possiamo affermare per altro, citando a prova questo stesso lavoro, che abbiamo avuto a nostra disposizione la massima parte delle opere, precipuamente germaniche, le quali potevano riuscirci di qualche vantaggio. Di ciò dobbiam essere e dichiararci riconoscenti soprattutto alla biblioteca nazionale di Torino, alla quale presiede con vivo amore della scienza l'uomo insigne a cui abbiamo voluto che questo libro fosse intitolato, per attestare, quanto per noi si potesse, l'ossequio nostro al rinomato indianista che onora il nome italiano, la nostra gratitudine ad uno fra i pochi egregi di cui la parola e lo esempio furono a noi e ad altri parecchi stimolo potente al lavoro e che ci diedero, ne' lieti giorni e nei tristi, non dubbie e non comuni prove di affetto. Siccome poi quante opere utili al

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(1) Tra le riviste di cui, per la causa accennata, non abbiamo potuto fare profitto, citiamo la Revue de linguistique et de philologie comparée, la Jenaer literaturzeitung , la North british review, a cui qualcun'altra avremmo ad aggiungere. Di alcuna di esse non ci fu possibile procacciarci nemmeno un fascicolo contenente qualche scritto, per lo più di genere critico, che assai ci premeva poter leggere.

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nostro scopo vennero da noi trovate, di altrettante ci siamo valuti senza risparmio di tempo di lavoro, cosi nutriamo fiducia che molte grandi lacune saranno in questo libro notate. Pertanto assai meno a cagione di esse che della compendiosa esposizione, con cui abbiamo dovuto restringere molta materia in poco spazio, ci è parso conveniente preferire ad ogni altro titolo quello modestissimo di Cenni. E gli abbiamo appellati storico-critici, perchè è stato proposito nostro far conoscere non solo i metodi seguiti ed i risultati ottenuti dai più recenti investigatori ed i rapporti esistenti fra queste indagini e le precedenti intorno allo stipite delle lingue arie, ma eziandio i giudizii che sul valore delle nuove ricerche vennero profferiti da valenti critici e non di rado anche il parer nostro. Al quale abbiamo voluto che fossero norme costanti, insieme con piena indipendenza di pensiero e perfetta imparzialità, un profondo rispetto alle persone di cui abbiamo dovuto far cenno ed alle loro opinioni, una viva avversione a quelle sentenze avventate colle quali, per puerile impazienza o ri. dicola albagia, si tentò e si tenta non rade volte imporre fine alla discussione di problemi per cui non è ancor sonata l'ora della soluzione. Tra le varie forme che avremmo potuto dare alla nostra esposizione ci siamo naturalmente, quanto ci è stato possibile, sempre attenuti a quella che ci pareva meglio corrispondere al grado di sapere glottologico proprio degli studiosi per cui scrivevamo: i quali, come non seggono fra i maestri della scienza del linguaggio, così non sono nel novero di coloro che ne ignorano gli elementi (1).

(1) Ai commodi dei lettori abbiamo provveduto eziandio con molte note bibliografiche e con due indici , dei quali il primo accenna l'argomento di ciascuno dei paragrafi, il secondo i nomi degli autori di cui in questo libro si menziona qualche scritto, od anche soltanto qualche opinione. Il primo dei due indici e la poca mole del presente volume ci fanno parere inutile un indice alfabetico delle materie.

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Se l'opera nostra non è riuscita troppo inferiore agl'intendimenti coi quali è stata composta, ci si conceda sperare ch'essa non sarà inutile al progresso degli studi linguistici, soprattutto in Italia. E, in primo luogo, confidiamo che potrà giovare diffondendo la cognizione di nuovị veri e d'ipotesi nuove, non solo diverse, ma sostanzialmente contrarie a quelle che sino ai nostri tennero il campo, ed invitando, e, quasi diremmo, costringendo i cultori di questa disciplina a nuove discussioni. questo parrà lieve vantaggio a chi consideri attentamente lo stato degli studi glottologici nella patria nostra. Essi non hanno, indubbiamente, nulla a temere da quel volgo screditato di pedanti che qui come altrove si arrabatta contro ogni innovazione nell'ordine intellettuale: già molte volte su quella vanità che voleva farsi credere persona è passato il carro trionfale della scienza. Possiamo soggiungere che i rettori della pubblica istruzione diedero non di rado palesemente favore in varia guisa allo insegnamento della glottologia. Ma v’ha un pericolo che ci sembra minacciare non pochi fra coloro che si compiacciono di questi studi: la fede cieca, inerte, infeconda a certi risultati delle investigazioni glottologiche, i quali , sebbene non punto definitivi, vennero nondimeno per lo più elevati a dignità di dogmi intorno a cui pare a molti ormai temerario ogni dubbio. A guardarsi da questo pericolo ognun vede quanto possa valere l'accurata ed imparziale disamina delle obbiezioni che a quelle teoriche furono opposte e delle dottrine che altri tentò ad esse sostituire. Secondamente non v'ha certo chi osi negare che a nuove ricerche sia necessaria preparazione uno studio accurato dello stato odierno della scienza. Infine apparirà dai nostri Cenni storico-critici quanto rara sia stata, anche in questi ultimi anni, la cooperazione di noi Italiani alle ricerche scientifiche di cui

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